Erosione delle spiagge: le previsioni degli esperti per i prossimi 30 anni

Dopo la conferma del Centro comune di ricerca (JRC) sull’erosione costante delle coste ecco lo scenario del prossimo futuro, tra preoccupazioni ma anche possibili soluzioni per arginare il fenomeno dell’erosione delle spiagge.


Un’inevitabile certezza

Non è solo una previsione ma qualcosa di più: lo studio della JRC ha rivelato che un terzo delle spiagge sabbiose del mondo potrebbe scomparire entro il 2050 e che quasi la metà di esse potrebbe estinguersi entro la fine del secolo. Il JCR ha considerato subito due macro fattori scatenanti che portano all’erosione delle spiagge: la densità di popolazione nelle zone costiere e l’innalzamento dei mari.

Il primo fattore: la densità di popolazione

Il primo fattore individuato da questo studio come causa primaria di questa erosione delle spiagge è la densità di popolazione (e quindi di insediamenti) nelle zone costiere. Un totale del 31% delle spiagge sabbiose del mondo si trova in zone costiere a bassa quota, con una densità di popolazione superiore a 500 persone per chilometro quadrato.

L’Australia appare il paese potenzialmente più colpito, con 14.800 chilometri di costa sabbiosa minacciata dall’erosione. Il Canada si posiziona al secondo posto (14.425 chilometri), seguito da Cile (6.659 chilometri).

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Il secondo fattore: l’aumento del livello del mare

Il JRC ha tenuto inoltre conto delle stime del futuro innalzamento del livello del mare, delle variazioni spaziali della morfologia costiera, delle tendenze dei cambiamenti delle coste ambientali e dei futuri cambiamenti dei fattori meteorologici, come ad esempio le mareggiate. Valutando questi dati si può affermare che l’innalzamento del livello del mare sarà responsabile tra il 73% e il 77% del cambiamento mediano globale del litorale nel 2050.

“Le spiagge sono l’interfaccia tra oceano e terra e forniscono protezione costiera da tempeste e cicloni marini”

Michalis Vousdoukas – Oceanografo del JRC

Le soluzioni al problema: piani specifici e mirati

Sappiamo che un’efficace pianificazione costiera specifica per sito può stabilizzare le coste e mitigare l’erosione delle spiagge: l’esempio più importante è la costa olandese. Ma a parte questi rari casi virtuosi, la maggioranza dei sistemi costieri ha già perso la capacità naturale di riprendersi dall’erosione, poiché la costa è pesantemente occupata dagli insediamenti umani.

Le dighe e lo sviluppo umano hanno esaurito la fornitura di sedimenti terrestri che riempirebbero naturalmente la costa di nuovo materiale. Solo con una riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) si potrebbe impedire il 40% della ritirata del litorale.

Immagini,link ed articolo tratti da www.surfertoday.com