MUTE SURF SU MISURA: L’INTERVISTA A CINZIA DI SEANGOLARE

Ciao Cinzia, tu sei una delle poche in Italia ad essere specializzata in mute e lavorazione artigianale di neoprene. Un materiale che in meno di un secolo a rivoluzionato il mondo e dagli anni ’50, con il contributo di Jack O’Neill, ha cambiato radicalmente il surf!


Raccontaci l’evoluzione negli anni all’interno della tua produzione

Le mie prime mute era abbastanza basic perché acquistavo i fogli già disponibili presso il mio fornitore di fiducia, ma il risultato non mi soddisfaceva. Volevo qualcosa di meglio, per offrire il massimo ai miei clienti! Ho scelto così di far produrre fogli di neoprene su misura in modo da poter scegliere sia il tipo di schiuma che la tipologia di fodera con cui questa è laminata.

Oggi per le mie mute utilizzo solo neoprene  “oil free” (privo di derivati dal petrolio). Infatti è a base Limestone, una roccia sedimentaria composta per la maggior parte da carbonato di calcio. È un materiale migliore rispetto al neoprene tradizionale poiché è più leggero, più resistente e più elastico. 

Recentemente ho cominciato ad utilizzare anche lo Yulex: un materiale di cui avrete già sentito parlare grazie a Patagonia che ha investito molto nella ricerca e nello sviluppo di questa gomma naturale ed è proprio grazie a Patagonia che oggi anche una bottega o un’azienda piccola può permettersi di accedere a questa risorsa. Chapeaux! 

 

L’offerta di mute sia nel surf che in altri sport è davvero vasta, chi meglio di te può darci qualche dritta per riconoscere la qualità

La prima cosa da controllare è il materiale: deve essere morbido ed elastico. Basta confrontare diverse mute toccandole e provando a tirarle leggermente si notano le differenze.

Poi le mute migliori sono incollate e poi cucite esternamente con il punto blindstich, una cucitura che unisce la parte superiore dei tessuti accoppiati senza bucare dall’altro lato, impedendo così all’acqua di penetrare. Alcune mute hanno questa cucitura solo esternamente questo compromette la durata ecco perché alcune mute si scuciono in pochissimo tempo nei punti di maggiori tensione.

È importante che la muta sia saldata internamente o quantomeno cucita anche all’interno, ma non senza rinforzi tra le giunture. Generalmente una muta di scarsa qualità è cucita con il punto flatlock che, a differenza del blindstich buca il neoprene poiché è una sorta di punto copertura applicato su due strati sovrapposti tra loro.

Tutte le mute Seangolare sono tutte realizzate con il punto blindstich: la cucitura blindata esterna e saldatura interna. Inoltre il vantaggio per il surfista di avere una muta su misura (oltre ad essere più comoda) è quello di ridurre al massimo le tensioni sulle cuciture, quindi una muta più longeva e resistente. Come sempre il custom è sinonimo di qualità ed sempre la soluzione migliore! In Blide ne sapete qualcosa, sono fiera di avere i miei prodotti in vendita sulla vostra piattaforma!

Hai dei consigli da dare a noi surfisti per trattare meglio la nostra muta?

Sicuramente mai e poi mai appenderla bagnata alla stampella rovina le spalle e col tempo si deforma. Meglio usare una gruccia e stenderla piegata a metà.

Evitare di lasciarla salata perché si indurisce e quindi si consuma prima. Una sciacquata anche veloce con acqua dolce. Una volta all’anno, almeno, meglio metterla a mollo con un po’ di ammorbidente. Meglio ancora utilizzare i numerosi saponi specifici che disinfettano, ammorbidiscono e profumano. 

Inoltre è bene conoscere i punti “deboli ” delle mute per poterne avere maggior riguardo. Sicuramente le spalle che tendono a consumarsi, il cavallo e le ginocchia che col tempo si scuciono essendo zone molto soggetta a tensioni. Questi sono i punti che ci capita più spesso di riparare. Le mute sono oggetti che non costano poco, e in pochi sanno che si possono riparare! Noi offriamo, da qualche tempo, anche il servizio riparazione mute da surf di ogni tipo: ci piace l’idea di contribuire nel nostro piccolo a evitare gli sprechi!

 

Ho tenuto per ultima la domanda sulla tua ultima collaborazione con Francesca Rubegni, raccontaci come sta andando?

È stata una sorpresa in tutti i sensi. Primo perché non me l’aspettavo e secondo perché ad ogni muta che realizzo per lei scopro cose nuove su prodotti, ma soprattutto su me stessa! È una sfida continua che mi spinge a superarmi, sperimentare cose nuove e ogni volta che trovo la soluzione ad un problema sono felicissima e orgogliosa del lavoro che stiamo facendo insieme.

Francesca è una persona molto stimolante. Le sue richieste vanno fuori dagli schemi e mi ritrovo a misurarmi con cose che non avevo mai fatto prima. Oltre a dover lavorare sulle mute a livello tecnico per migliorare costantemente il modello, ci dedichiamo molto al design.

Questo mi ha permesso di evolvere anche la mia produzione, prima offrivo la possibilità di personalizzare la muta solo con colori e grafiche modeste. Oggi grazie a Francesca ho trovato nuove tecniche per personalizzare la muta con texture che la ricoprono anche totalmente.

Ho creato un nuovo Long Jane totalmente ricoperto di stelle e subito dopo ho dato alla luce “Marty” la muta zebrata, un vero parto visto che è totalmente dipinta a mano!

Per tutto questo non smetterò mai di ringraziare Massimo Bonfigli (Redz Surfboard Italy) mi ha dato modo di lavorare e crescere con una professionista come Francesca.

È una soddisfazione enorme vederla con le mie creazioni e ancora di più vederla surfare e vincere!

 

Cinzia, grazie mille del tempo che ci hai dedicato e dei consigli che ci hai dato. Sono sicuro che sentiremo sempre più spesso parlare di te, specie con la nuova collezione uomo che tanti surfisti come me aspettano da tanto!


IL NEOPRENE SU MISURA

 

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