– Focus Blide: L’importanza di una buona pressa –

 

Dietro un prodotto artigianale troviamo sempre i fidati ferri del mestiere.Oggi Blide si concentra sulla pressa e sulla sua importanza nella produzione di una tavola da skate: ne parliamo con Johnny Zani,di Donut Skateboard, che ci spiega perché è cosi fiero della sua…


 

Ciao Johnny! Partiamo dai motivi per cui,secondo te, la pressa assume un’importanza fondamentale…

Per poter creare una buona tavola da skateboard la prima cosa indispensabile a cui pensare è sempre una buona pressa. Il fulcro che da sostanza all’intero processo realizzativo: parlando delle migliori tavole, non dimentichiamo che esse sono formate da un multistrato in legno e colla ed una pressa è necessaria per dare il via al tutto e creare un risultato uniforme.

 

Che tipi di pressa possono essere usati?

Esistono presse a caldo o a freddo, le prime hanno uno stampo riscaldato studiato per seccare le colle più velocemente, mentre le seconde sono più facili da costruire ma necessitano più tempo di pressatura per l’asciugatura della colla. Vi sono inoltre le varianti a più stampi o a stampo singolo; più stampi danno la possibilità di pressare diverse tavole contemporaneamente, mentre con lo stampo singolo è possibile pressare soltanto una tavola per volta. Si può modellare una pressa nel legno o nell’alluminio con la tecnologia CNC dopo disegno in programmi CAD e simili, oppure è possibile servirsi di una tavola già in commercio per fabbricarsi una forma a doppia valva in cemento. Sono tutte soluzioni possibili e dipendono dalla scelta e dalle sensazioni di uno shaper. Oltre che dal risultato che si vuole ricercare in termini di lunghezza dello skateboard,concave e caratteristiche strutturali.

 

Parlaci della tua bambina…pressa singola vero?

 Si! La nostra pressa è a stampo singolo ed arriva ad una pressione di dieci tonnellate: deriva da una pressa da banco manuale in legno modificata appositamente per il nostro scopo. Dopo diversi tentativi abbiamo poi abbinato uno stampo adatto, al fine di ottenere una pressione uniforme su tutti gli otto strati. Siamo partiti da una pressa con doppia valva in cemento per poi evolverci verso una pressa maggiormente performante e “cattiva”, a pressione idraulica.

 

Che ne pensi di varianti come il sottovuoto?

La tecnica del sottovuoto è un’alternativa alla pressa e consiste nel posizionare il multistrato all’interno di una sacca sottovuoto in cui è inserito uno stampo. Questa tecnica offre lo stesso risultato della pressa ma ad una pressione nettamente inferiore: la compattezza che si raggiunge tramite la pressa è difatti impossibile da ottenere tramite il sottovuoto!

 

Parlando di pressa non si può non accennare alla fase precedente: la creazione di un multistrato equilibrato ed ottimale…

Dici bene. Si parte da un multistrato,che è nettamente più rigido,reattivo e resistente rispetto ad altre soluzioni come le tavole in legno massello, utilizzate solamente solamente nel campo di cruiser o longboard, senza concave o kicktail indispensabili per poter fare trick o manovre complicate. Le nostre tavole, come detto, sono composte da otto strati in faggio con resina epossidica (penetra le fibre del legno e le irrigidisce,migliorandone anche la resistenza all’urto e il modulo elastico) e due inserti in fibra di carbonio. Dopo ventiquattro ore sotto pressione le tavole vengono, prima tagliate e levigate, poi verniciate e lucidate. Questa composizione è indispensabile per ottenere le giuste curvature su nose, tail e concave.

Una volta pressata, qual’è la fase successiva?

Una volta sfornata viene controllato il multistrato e, se non vi sono imperfezioni, (come ad esempio degli strati non perfettamente aderenti) si può passare al secondo step della produzione. Soprattutto all’inizio, non è semplice arrivare ad un risultato di pressatura perfetto e bisogna continuare a ricercare la perfezione. Le prime due fasi sono, quindi, davvero essenziali e vanno decisamente padroneggiate!

 

 


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