Le interviste di Blide: Francesca Rubegni

Una chiaccherata con Francesca “Rubenz” Rubegni, pluricampionessa italiana di Longboard: tra collaborazioni, prospettive future e pareri sul panorama surfistico femminile italiano..


Ciao Francesca! Da quel primo titolo di campionessa italiana Longboard nel 2003..cosa è cambiato in questi quindici anni? In che modo definisci il tuo percorso surfistico?

Ciao Blide! Per gli amici rimango sempre “Rubenz”, ovvero un’ atleta che non ha perso la stessa consapevolezza ed esperienza di surf costruita in 20 anni e maturata in 16 anni di partecipazione alle gare. Non dimentico da dove sono partita: ho cominciato per caso con mio fratello, cercando di emularlo e carpendo ogni possibile insegnamento e trucco. Grazie a quelle prime uscite, quasi casuali, ho cominciato ad appassionarmi ed ad uscire sempre in qualsiasi condizione meteo. Un’attitudine che mi accompagna ancora oggi: in tutto questo posso dire che il surf ha migliorato la mia vita e l’ha resa fantastica! Le gare invece mi hanno permesso di testarmi con le migliori atlete a livello europeo e mondiale…

 

Cosa vuol dire essere una Surfista professionista in Italia?

A mio parere in Italia la parola “professionista” per il surf non è proprio adatta, non tanto per mancanza di atlete ed atleti che dedichino anima e corpo a questo sport, ma per un limite culturale legato al surf: il movimento cresce ma non abbiamo ancora un livello paragonabile ad altri paesi. Esistono in ogni caso eccezioni legate ai percorsi intrapresi dai singoli: molti atleti italiani si sono impegnati, addirittura trasferiti all’estero, per intraprendere una carriera professionista ed allenarsi sull’oceano. Risulta però chiaro che, ad oggi, nel nostro paese, non si può campare di surf. Personalmente ho sempre messo davanti il lavoro non trasferendomi mai all’estero pur viaggiando tantissimo! Ho intrapreso la carriera professionista perché le gare mi piacciono e dopo tanti anni in Italia era il momento di provare a gareggiare in tutto il mondo: lo devo anche alla spinta degli amici, da sempre convinti che avessi ottime capacità e che potessi giocarmela in eventi di altissimo livello.

 

Allenarsi nella penisola può essere, a tuo parere ed alla lunga, un limite per competere ai massimi livelli? Quanto tempo dedichi al surf?

In sostanza il surf è diventato il mio lavoro se calcoliamo non tanto i ricavi economici quanto il tempo speso a provare, studiare, capire come funzionava il tutto. Allenandomi nella penisola ma comprendendo e facendo tesoro delle dinamiche legate al mondo della tavola di altri paesi. Ho faticato ma i risultati sono arrivati, sono entrata nel meccanismo e ci ho veramente dedicato me stessa. Mi alleno principalmente in Italia e questo sicuramente non mi aiuta al 100% ma serve lo stesso: esco in qualsiasi condizione, con qualsiasi tempo e tavola. Bisogna sempre provare…non sai mai in che condizioni surferai in gara!

 

Come ti vedi oggi? In cosa vorresti migliorare?

Mi piace sapere che il mio livello è migliorato negli anni, e con i risultati posso confermarlo a me stessa e agli altri. Un’ ottima base per proseguire senza montarmi la testa ed ignorando  chi non capisce il percorso che mi ha portato a fare l’Europeo. L’idea di base che mi contraddistingue e’ legata al confronto con il mondo e con sfide sempre maggiori: le uniche che ti fanno progredire realmente. Quest’anno, con l’esperienza in Cina ed il mio terzo campionato Europeo ho percepito in acqua di avere ancora margini di miglioramento da un punto di vista tecnico e stilistico. Ma anche una base di cui sono fiera.

 

Raccontaci come è nata la collaborazione con Cinzia Dell’Omo! Cosa ne pensi delle sue mute?

Fantastiche! La collaborazione è partita alla grande e tra l’altro per caso: Max Bonfigli (Redz Surfboards Italy) mi ha proposto questo progetto e cosi abbiamo deciso di fare di me un atleta a tutto tondo “italiana”: uso non solo mute ma anche tavole Made in Italy, promuovendo anche sponsor come Selin per l’Ambiente e Surf To Live. Tornando a Cinzia non posso che farle un grande applauso! Mi ha fornito in tempi velocissimi mute, mutini, costumi e tutto quello che mi serve! Sono davvero soddisfatta di questa collaborazione perché per ogni bisogno o modifica in corsa, Cinzia si preoccupa di aggiustare ogni cosa e rispedirmela immediatamente! Secondo me usciranno un sacco di nuovi bellissimi modelli: il suo artigianato  dimostra l’eccellenza della realtà italiana oltre al fatto che il movimento generale italiano possa portare costantemente risultati anche all’estero purché ci sia impegno, determinazione e voglia costante di migliorare!

Grazie Francesca per il tuo tempo, in bocca al lupo per le tue prossime sfide!


IL NEOPRENE SU MISURA


 

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