Scegliere la tavola da surf: 10 consigli per non sbagliare!

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Ti sei mai chiesto “Come scegliere la tavola da surf?” Immagino di sì!
Ecco quello che non si racconta, sulle tavole da surf e alcuni consigli utili per aiutarti a scegliere una tavola da surf.


La maggior parte delle persone si affida alle grandi factory confidando che siano sinonimo di affidabilità e competenza grazie alla produzione di centinaia di migliaia di pezzi e per il fatto che famosissimi rider utilizzino i loro modelli…

Purtroppo però la realtà è ben diversa, perché ogni rider si affida ad uno o più shaper per creare insieme a lui/loro una tavola unica e su misura, mentre la grande maggioranza delle tavole prodotte in serie sono create da macchine al fine di minimizzare i costi e non certo massimizzare la qualità.

Esistono storici brand solo in apparenza virtuosi: uno tra tutti, un noto marchio con sede storica Santa Barbara, California. E’ uno dei pochi brand ad offrire la garanzia sulle tavole acquistate, ma solo per quelle vendute in US…per tutte le tavole da surf prodotte nel resto del mondo, la casa madre non offre invece nessun tipo di tutela al surfista, nè tanto meno viene offerta dal reale produttore.

I grandi Brand, infatti, per risparmiare sui costi di logistica e manodopera, si affidano a factory localizzate in diverse parti del mondo che si limitano a stampare la firma dello shaper originale e ad assegnare ad ogni pezzo un codice che identifica lo stabilimento di produzione&hellip. Stiamo quindi parlando di franchising veri e propri, neanche troppo mascherati.

Il risultato? tavole surf firmate da uno shaper che non le ha nemmeno toccate, utilizzando tecniche produttive diverse e sicuramente senza avere la stessa esperienza di shaping.

Quindi quando si pensa di acquistare una tavola perché ci si fida dello shaper e della sua esperienza si acquista solo una copia stampata, alle volte male, di una sua tavola e per di più a prezzi folli e quasi sempre senza offrire nessuna garanzia di qualità.

questo è il mondo reale, nel quale il surfista alle prime armi o con un occhio poco esperto è abbandonato in balia di strategie di marketing che camuffano la qualità o meglio la scarsa qualità, della loro compagna di onde.

Alla luce di tutto questo, ci è sembrato opportuno, ma soprattutto utile, fare un po’ di chiarezza: abbiamo raccolto dieci piccoli consigli, con l’aiuto dei nostri esperti shaper.

Ora è il momento di prendere in mano la tua shortboard o il tuo longboard e leggere tutti i punti:

  1. Schiacciando con una o due dita la superfice della tavola, l’odiato “crack” o la presenza di sezioni più morbide sono sinonimi di una bassa qualità della resina o di una laminatura eseguita male (ovviamente è normale che si deformi se abbiamo tra le mani una tavola con un glassing light)
  2. La delaminazione del tessuto, ovvero il distaccamento della fibra dal foam con creazione di bolle, è dovuta alla scarsa qualità della resina o della fibra oppure ad una imperfetta laminazione.
  3. Asimmetria dei plug delle pinne. Sinonimo di una scarsa cura al momento dell’applicazione delle scasse o nella fase di shaping (vedi punto 5). 
  4. Scasse scadenti (sia per materiale che per forma e dimensione). Sintomo di contenimento costi e quindi di un cattivo rapporto qualità-prezzo in alcuni casi le comuni pinne possono non essere compatibili o non montare correttamente, e viceversa.
  5. Simmetria dello shape. Elemento difficile da rilevare a occhio nudo, ma molto spesso confrontando le due metà della tavola è possibile notare una differenza nella “bombatura” fra parte destra e sinistra.
  6. Per Shortboard/Longboard performanti il filo del tail non è affilato o in alcuni casi non è affilato in maniera continua. Questo difetto incide sulla radicalità delle manovre, e, di conseguenza sulle performance della tavola.
  7. Conoscere il nome dello shaper, non solo del brand che ha creato la tavola. Di per sé non è un problema, ma come spesso accade chi ci mette nome e faccia offre una garanzia maggiore rispetto a chi contrappone il nome e il marketing di un brand, affidando la produzione a persone che non offrono nessuna garanzia di esperienza e professionalità.
  8. Conoscere le materie prime con cui è stata creata la tavola da surf. Questo punto è abbastanza ovvio: se le materie prime sono di qualità, conferiscono qualità e durabilità al prodotto finito, motivando un giusto rapporto qualità-prezzo.
  9. Detto in maniera ironica, Moglie e buoi dei paesi tuoi. Shaper locali conoscono e costruiscono tavole che si adattano al tipo di onda che surfano quotidianamente. Tavole progettate e create in altri paesi, specie se lambiti da un oceano, non hanno la stessa risposta su onde completamente differenti come quelle Mediterranee.
  10. Conoscere il numero di “mani” che creano la tua tavola da surf. Nelle factory solitamente il lavoro e la manodopera è organizzato per minimizzare i costi, quindi ripartito per fase di lavorazione. Molto spesso accade che chi si occupa delle fasi finali non si curi di eventuali errori commessi nelle fasi precedenti.

Ora che hai terminato, facci sapere se hai riscontrato difetti sulla tua tavola da surf, oppure scrivici se hai altri dubbi.

 


Noi di Blide.zone, la prima comunità organizzata di Shaper in Europa, vogliamo essere fedeli alla missione che ci siamo prefissati dal primo giorno: “essere la massima espressione di qualità in fatto di tavole da surf”. Il nostro impegno è volto a migliorare giorno dopo giorno la qualità valorizzando il lavoro di shaper e artigiani, facilitando il rapporto fondamentale tra shaper e rider offrendo sempre maggiori garanzie e servizi.


LE NOSTRE TAVOLE SU MISURA:

 

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